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Beinasco

Set 26

PENSIERI E POESIE

La vita è un sogno da cui ci sveglia la morte.
(Hodjviri)

E così morire, è bere dal fiume del silenzio, è scalare la cima del monte, significa stare nudi nel vento e sciogliersi al sole.
(Khalil Gibran)

Non aver paura della morte… Fa meno male della vita!
(Jim Morrison)

Set 26

STORIA E TRADIZIONE

Il rito funebre o funerale è il rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona.

Gli usi e le tradizioni dei riti funebri variano in funzione del luogo, della fede religiosa o della volontà espressa in vita dal defunto oppure dal desiderio dei suoi congiunti. Il termine deriva dal latino funus, che ha molti significati ma che probabilmente associa il rito all’azione del calare il corpo nella sepoltura con delle funi.

Anche le civiltà più antiche hanno sempre attribuito una grande importanza al culto dei morti, nel segno del tempo e della tradizione.

GLI ETRUSCHI

Nei tempi più antichi gli etruschi credevano ad una forma di sopravvivenza terrena del defunto. Per questo motivo la tomba era realizzata in modo da sembrare la casa del defunto, sia nell’architettura che negli arredi. Assieme al corpo venivano inumati anche i suoi beni più personali e preziosi, vestiti, gioielli, armi, oggetti di uso quotidiano. Sulle pareti del sepolcro erano dipinte scene dal forte significato vitale, come banchetti, giochi atletici, danze.

Dal V secolo a.C. anche la concezione del mondo dei defunti fu molto influenzata dal pensiero della civiltà greca, con l’idea di un regno dei morti in un mondo sotterraneo, abitato anche da divinità infernali e da spiriti di antichi eroi, nel quale le anime dei defunti si spostavano.

La morte di un personaggio appartenente ad una famiglia illustre era celebrata con la partecipazione al lutto di tutta la cittadinanza. Il giorno della sepoltura un lungo corteo si snodava dall’abitazione del defunto alla tomba della famiglia. Sacerdoti con i simboli del loro ufficio religioso, suonatori di flauto, parenti e conoscenti con offerte votive, accompagnavano il corpo trasportato su di un carro a quattro ruote. Dal corteo, che procedeva con grande lentezza, si alzava un misto di litanie, meste musiche, alti lamenti dei familiari e delle prefiche. Arrivati alla tomba, precedentemente preparata per la cerimonia, si procedeva al rito di sepoltura del defunto. Sicuramente la preghiera, la musica e la danza rivestivano grande importanza; al momento più intensamente religioso, si affiancavano giochi di destrezza, gare atletiche e combattimenti cruenti all’ultimo sangue.

Gli etruschi praticavano sia il rito dell’incinerazione che quello dell’inumazione.

I canopi sono vasi di terracotta per contenere le ceneri e sono formati con elementi della figura umana.

I sarcofagi, quasi sempre in terracotta, sono la creazione più originale dell’arte etrusca. La cassa è decorata con scene di combattimento o episodi mitologici di derivazione greca.

Le urne cinerarie, di travertino, terracotta, o alabastro ripropongono sia nell’urna che nel coperchio gli schemi e i caratteri stilistici dei sarcofagi.

Le tombe realizzate dagli etruschi riflettono il pensiero dei vari periodi. Gli esempi più antichi di tomba monumentale sono costruiti sul modello dell’abitazione allora in uso: una capanna a pianta circolare o ellittica.

Quando questa tipo di tomba venne abbandonata, si passò ad una scavata sottoterra, prima ad un solo ambiente poi a più a camere. Le tombe interamente scavate sottoterra, generalmente nei fianchi di colline, sono definite “ipogei”, mentre quelle scavate in terreno pianeggiante e ricoperte da terra e pietrisco “tumuli”.

Il nuovo tipo é caratterizzato da un ambiente centrale accessibile da un lungo corridoio al di là del quale si disponevano altri ambienti. La pianta poteva essere anche molto complessa con un corridoio, camere laterali, sala centrale con pilastri e banchine. I tumuli assumono a volte dimensioni monumentali, con diametro superiore ai 30 metri, e spesso contenevano varie tombe della stessa famiglia.

Dalla metà del VI e per tutto il V secolo a.C. si assiste ad un nuovo mutamento dell’impianto planimetrico delle necropoli. Le nuove tombe sono chiamate “a dado” e si allineano l’una di fianco all’altra, costituendo vere e proprie città dei morti con strade e piazze. All’interno delle tombe vi erano solo due ambienti, all’esterno scalette laterali portavano alla sommità del dado dove esistevano altari per il culto.

Set 26

NORMATIVA

LA NORMA UNI EN 15017:2006

La norma UNI – EN 15017 “Servizi Funerari. Requisiti del Servizio”, elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC BT/TF 139 “Servizi Funerari” è stata recepita da UNI nel 2006.

Si tratta di una norma tecnica volontaria nata per definire i requisiti qualificanti del servizio funerario, predisposta per una regolamentazione del servizio funerario, con l’intento di garantire un adeguato livello di qualità ed affidabilità in questo settore.

Lo standard affronta non solo gli aspetti tecnici specialistici del servizio e del settore (personale addetto ai servizi, cura del defunto, rimozione/trasferimento e trasporto, struttura delle imprese funerarie, servizi cimiteriali, ecc. ) ma si occupa anche delle questioni etiche (codice etico e norme di comportamento, rispetto per il defunto ed i congiunti) ed organizzative dell’impresa (gestione dei reclami, sistema di monitoraggio, servizio di consulenza, funerale).