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Storia e Tradizione

Dic 19

STORIA E TRADIZIONE

Il rito funebre o funerale è il rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona.

Gli usi e le tradizioni dei riti funebri variano in funzione del luogo, della fede religiosa o della volontà espressa in vita dal defunto oppure dal desiderio dei suoi congiunti. Il termine deriva dal latino funus, che ha molti significati ma che probabilmente associa il rito all’azione del calare il corpo nella sepoltura con delle funi.

Anche le civiltà più antiche hanno sempre attribuito una grande importanza al culto dei morti, nel segno del tempo e della tradizione.

ANTICHI EGIZI

Gli antichi egizi credevano nell’eternità e svilupparono un complesso culto funerario che contemplava la vita dopo la morte.

Per vivere nell’aldilà gli Egizi credevano che fosse necessario preservare il defunto attraverso la mummificazione, per consentire all’anima di vivere nel corpo imbalsamato. Ai morti veniva poi fornito tutto ciò che poteva essere loro utile dopo la morte, prima di consegnarli per sempre all’eternità con una serie di elaborati rituali funebri.

Le tecniche di conservazione del corpo potevano essere implementate per vie naturali, usando semplici tombe sabbiose nelle quali avveniva la mummificazione naturale oppure tramite l’imbalsamazione, che avveniva per le personalità più importanti del regno e secondo procedure ancora oggi in parte sconosciute.

Le prime mummie, di epoca preistorica, furono probabilmente accidentali. La mummificazione iniziò sotto la IV dinastia, con lo sviluppo di tecniche imbalsamatorie che prevedevano prima di tutto un lavacro a base di birra, simbolo di purificazione per il carattere sacrale e per l’origine divina della bevanda.

Gli imbalsamatori estraevano quindi, tutti gli organi, tranne il cuore che nell’aldilà doveva essere pesato. Il cervello veniva estratto dal naso con un uncino. Successivamente al cadavere veniva fatto con una pietra aguzza un taglio sull’addome, attraverso il quale venivano tolti gli organi vitali che venivano essiccati col sale, trattati con oli e resine e poi riposti in contenitori chiamati vasi canopici che venivano sistemati vicino al sarcofago.

Dopo aver pulito la cavità con vino di palma, e averla riempita con mirra, cannella e altre essenze profumate, paglia e stracci, l’addome era ricucito con ago e filo. Il corpo veniva lasciato per quaranta giorni in un composto salino detto natron (carbonato idrato di sodio) per fare in modo che il corpo cedesse tutti i liquidi ed evitare la putrefazione. Alla fine lo si lavava con una cerimonia nelle acque del Nilo per togliere il sale residuo e veniva lasciato seccare per venti giorni. La pelle troppo secca veniva ammorbidita massaggiandola e spalmandola di oli e resine.

Dopo questo procedimento il corpo veniva avvolto in più strati di bende di lino che potevano essere spalmate di resine e unguenti allo scopo di sigillare e profumare.

La mummia veniva spesso seppellita, oltre che con un gran numero di oggetti terreni, con suppellettili funerarie, tra cui amuleti, figurine rituali e un modellino di barca per il trasporto nell’aldilà.

Al funerale, i parenti offrivano cibo e i sacerdoti facevano speciali rituali. Queste cerimonie dovevano proteggere il defunto nel suo viaggio verso l’aldilà, proteggendolo nel suo percorso.

Il rituale dell’apertura della bocca veniva compiuto prima della sepoltura, poiché così si sarebbero riattivati i sensi e il defunto avrebbe potuto continuare a vivere nell’oltretomba.

La pesatura dei cuore era la tappa finale nel viaggio per l’aldilà. Le divinità presiedevano alla cerimonia per decidere se il morto meritata la vita eterna. Il dio Anubis pesava il suo cuore con la piuma della verità. Se il cuore era troppo pesante, veniva dato al mostro Ammut, che lo divorava. Solo in caso di equilibrio il morto aveva il diritto alla vita eterna.

Gli antichi egizi davano più importanza alle tombe che alle case di abitazione perchè, sempre secondo la credenza, avrebbero vissuto più a lungo nella tomba. Per questo motivo le tombe erano particolarmente curate e costruite con materiali più resistenti. Nel tempo vennero usati diversi tipi di sepolcri: mentre i poveri venivano sepolti in tombe modeste o addirittura sotto la sabbia del deserto, ai ricchi era riservato il privilegio di una tomba maestosa. Inizialmente i nobili venivano seppelliti nelle mastabe, sepolcri in muratura a forma di piramide tronca. Successivamente per i faraoni accanto a queste tombe, ne vennero edificate altre ancora più imponenti: le piramidi, giganteschi monumenti funebri che testimoniavano la grandezza della persona sepolta al loro interno.